Filastrocca del cugino
ora fatti un sonnellino,
filastrocca della nonna
dormi bene e pure sogna,
filastrocca della mamma
russa tutto il pentagramma,
filastrocca del papà
s'addormentan tutti qua,
filastrocca della zia...
...fila a nanna e così sia!
da Roby
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giovedì 9 ottobre 2008
domenica 11 maggio 2008
Filastrocche brevi
Filastrocca corta corta,
sei iniziata e sei già morta.
Filastrocca un po’ più lunga,
prima che io ti raggiunga,
scappa via!, che non ti punga.
Filastrocca senza fine,
dimmi cose assai carine.
Dimmi delle puledrine,
delle spighe ritte e chine
alla brezza ballerine,
delle rose senza spine
regalate alle bambine.
Parla, parla senza fine.
sei iniziata e sei già morta.
Filastrocca un po’ più lunga,
prima che io ti raggiunga,
scappa via!, che non ti punga.
Filastrocca senza fine,
dimmi cose assai carine.
Dimmi delle puledrine,
delle spighe ritte e chine
alla brezza ballerine,
delle rose senza spine
regalate alle bambine.
Parla, parla senza fine.
mercoledì 16 aprile 2008
NUVOLE
“Nuvolone spinto dal vento,
dove vai così contento?”
Vado a nasconder la luna che sfoggia
la sua falcetta e porto la pioggia
sopra i campi e le città
e sulla bimba che a parlarmi sta.
“Ma se prendo l’aereoplano
e sopra ti volo piano piano,
non ritorno a veder tutto,
luna e stelle, ed è anche asciutto?”
E vedrai anche, se guardi sotto,
noi nuvoloni che, otto a otto,
senza motore e senza elica
andiam veloci verso l’America.
“Ma è proprio in America che voglio andare
con la mamma a ritrovare
il babbo che un giorno via è volato
e non è ancora ritornato!”
dove vai così contento?”
Vado a nasconder la luna che sfoggia
la sua falcetta e porto la pioggia
sopra i campi e le città
e sulla bimba che a parlarmi sta.
“Ma se prendo l’aereoplano
e sopra ti volo piano piano,
non ritorno a veder tutto,
luna e stelle, ed è anche asciutto?”
E vedrai anche, se guardi sotto,
noi nuvoloni che, otto a otto,
senza motore e senza elica
andiam veloci verso l’America.
“Ma è proprio in America che voglio andare
con la mamma a ritrovare
il babbo che un giorno via è volato
e non è ancora ritornato!”
domenica 2 marzo 2008
Gabbianella solitaria
“Gabbianella solitaria,
cos’hai visto volando in aria?”
Ho visto il cielo, ho visto il mare,
ho visto le barche che vanno a pescare.
C’era una nave con una grande elica
che porta la gente fin qui in America.
Ho visto il sole, la luna e le stelle:
arrivo qui seguendo quelle.
Di notte ho dormito sopra le onde,
di giorno volavo sulle nuvole tonde.
Ho visto pesci di tutti i colori
e ne ho mangiati di tutti i sapori.
Ma dimmi un po’, uomo barbuto,
posso darti qualche aiuto?
“Se vai in Italia, gabbianella,
porta i saluti ad Angelica bella,
che si trova a Toscanella.
Dille che il babbo è qui che l’aspetta,
lei, la mamma e la zia Etta.”
cos’hai visto volando in aria?”
Ho visto il cielo, ho visto il mare,
ho visto le barche che vanno a pescare.
C’era una nave con una grande elica
che porta la gente fin qui in America.
Ho visto il sole, la luna e le stelle:
arrivo qui seguendo quelle.
Di notte ho dormito sopra le onde,
di giorno volavo sulle nuvole tonde.
Ho visto pesci di tutti i colori
e ne ho mangiati di tutti i sapori.
Ma dimmi un po’, uomo barbuto,
posso darti qualche aiuto?
“Se vai in Italia, gabbianella,
porta i saluti ad Angelica bella,
che si trova a Toscanella.
Dille che il babbo è qui che l’aspetta,
lei, la mamma e la zia Etta.”
domenica 20 gennaio 2008
Topi e formaggi II
C’era una topina che si chiamava Lola,
viveva in una casa di gorgonzola.
Aveva un amico di soprannome Greggio,
che stava in una casa tutta di taleggio.
Andarono in America dal caro topo Milton:
aveva un castello fatto di Stilton.
Poi vollero trovare la topina Chloé,
sta in Francia in una casa tutta fatta di bleu.
viveva in una casa di gorgonzola.
Aveva un amico di soprannome Greggio,
che stava in una casa tutta di taleggio.
Andarono in America dal caro topo Milton:
aveva un castello fatto di Stilton.
Poi vollero trovare la topina Chloé,
sta in Francia in una casa tutta fatta di bleu.
giovedì 10 gennaio 2008
Impariamo i numeri
UN gabbiano vola alto
DUE scimmiette fanno un salto
TRE trichechi stan nuotando
QUATTRO buoi stan ruminando
CINQUE cigni nello stagno
SEI cornacchie su un castagno
SETTE grilli fanno il chiasso
OTTO rane sopra un sasso
NOVE bisce striscian via
DIECI versi: una poesia!
Sissi, 17 febbraio 2004
DUE scimmiette fanno un salto
TRE trichechi stan nuotando
QUATTRO buoi stan ruminando
CINQUE cigni nello stagno
SEI cornacchie su un castagno
SETTE grilli fanno il chiasso
OTTO rane sopra un sasso
NOVE bisce striscian via
DIECI versi: una poesia!
Sissi, 17 febbraio 2004
venerdì 4 gennaio 2008
LA BANDA DEL BOSCO FOSCO
Un Ghiro andava in giro
in cerca di un Tapiro;
invece chi t'incontra?
un'Istrice e una Lontra!
insieme vanno a spasso;
li ferma un vecchio Tasso,
che subito domanda:
"Avete visto un Panda?
gli devo dei favori,
perché, con due Castori,
mi ha tolto dagl'impicci
un giorno in cui sei Ricci
con quattro Porcospini
volevano i quattrini
che avevo nella borsa:
io presi una gran corsa,
veloce come il vento,
verde per lo spavento,
mentre i Castori e il Panda
bloccavano la banda,
e i dieci farabutti
scapparono via tutti!"
Che storia appassionante!"
dice il Ghiro sognante;
l'Istrice s'è incantata;
la Lontra è affascinata;
intanto una Marmotta
sbucata da una grotta
si avvicina al gruppetto
insieme ad un Furetto:
"Davvero, che avventura!"
"Quei Ricci, che figura!"
"Che ne dite, signori,
se cerchiamo i Castori
e quel Panda cortese
che han preso le difese
di un Tasso sconosciuto
e gli hanno dato aiuto?"
"Sì, sì, sono d'accordo!"
grida da un ramo un Tordo
che, stanco di volare,
s'era messo a ascoltare;
"Quel Panda, lo conosco!
Abita nel Gran Bosco,
vicino alla Sorgente
dell'Acqua Trasparente…
da lì nasce il Ruscello,
ed è certo per quello
che è amico dei Castori
che vivono là fuori…"
"Sicuro! affare fatto!"
Il Tasso, soddisfatto,
si mette sottobraccio
al Ghiro e, senza impaccio
né aggiungere parola,
segue il Tordo che vola…
"Férmati, non ci vuoi?
veniamo pure noi!"
esclama la Marmotta,
che giocava alla lotta
con la Lontra e il Furetto…
"Ma certo che vi aspetto!
e l'Istrice che fa?
ci segue, o non le va?"
"D'accordo, vi accompagno:
e porto pure il Ragno!"
dice l'Istrice Rossa
che intanto, in una fossa,
ha scovato un ragnetto
che faceva il bagnetto…
La compagnia è completa:
si avvìa verso la meta;
col Tordo sempre in testa,
arriva alla foresta;
si inoltra tra le fronde;
il buio li confonde;
si tengono per mano;
vanno sempre più piano…
Il Ghiro avverte il Tasso:
"Scansati ché c'è un sasso!";
la Lontra dice al Ragno:
"Attento a quello stagno!"
Marmotta si lamenta:
" Istrice, va' più lenta,
ché io non ho più fiato,
e Furetto è stremato!"
La marcia è proprio tosta:
si decide una sosta.
Il Tordo li consola
- è comodo: lui vola! -
"Forza, ragazzi, andiamo!"
li incita da un ramo;
"Vi siete riposati?
siamo quasi arrivati!"
E' vero: in quel momento
si sente un movimento
tra foglie e rami secchi:
gli otto stan tutt'orecchi…
quand'ecco, all'improvviso,
vedono un gran sorriso
che spunta tra le piante:
è lui! Panda Gigante…:
due occhi neri neri,
buonissimi e sinceri,
che sprizzano allegria:
"Che bella compagnia!
ma guarda che sorpresa!"
e avanza a zampa tesa
per salutare il Tasso…
Si scatena un gran chiasso!
Tutti insieme a parlare,
a ridere, a strillare:
"Signor Panda, permette?
col Tasso siam qui in sette,
per tutti è un grande onore
conoscerla, signore!"
"Talmente generoso!"
"E così coraggioso!"
"Scacciare i Porcospini
e i Ricci malandrini
che tesero un agguato
al Tasso pensionato!"
"E' stato un gran bel gesto!"
"Su, non faccia il modesto!"
"Ma no, che dite mai,
esagerate assai!
E poi, non ero solo:
se i ladri han preso il volo
il merito va dato
anche a chi m'ha aiutato:
quei due bravi Castori
che vivono qua fuori…"
E mentre dice questo
il Panda lesto lesto
accompagna gli amici
a un mucchio di radici:
tra i muschi ed i rametti
sbucano due musetti
vivaci e sbarazzini:
sono i due castorini!
Vista la comitiva
guadagnano la riva:
"Ma guarda quanta gente!
è proprio divertente!"
"Son tutti amici tuoi?
Veniamo via con voi!"
Così quella brigata
allegra e spensierata
comincia una gran festa
in mezzo alla foresta…
Ma i Ricci e i Porcospini
nascosti dietro i pini
li vedono ballare
e cominciano a urlare,
facendo un gran fracasso:
"Scusaci, vecchio Tasso!"
"Perdono, caro Panda!"
"Non siamo più una banda
di ladri prepotenti!"
"Facciamo pace! " "Senti:
noi ci siamo pentiti…
e tu che fai? ci inviti?"
Il Panda, si sa, è buono,
e gli dà il suo perdono;
il vecchio Tasso pure
scorda le sue paure
e li accoglie felice…
E il Ghiro cosa dice?
"Che bello! siamo in tanti,
e amici tutti quanti!"
Contento, guarda in giro:
manca solo il Tapiro!
Sissi, 11 aprile 2003
in cerca di un Tapiro;
invece chi t'incontra?
un'Istrice e una Lontra!
insieme vanno a spasso;
li ferma un vecchio Tasso,
che subito domanda:
"Avete visto un Panda?
gli devo dei favori,
perché, con due Castori,
mi ha tolto dagl'impicci
un giorno in cui sei Ricci
con quattro Porcospini
volevano i quattrini
che avevo nella borsa:
io presi una gran corsa,
veloce come il vento,
verde per lo spavento,
mentre i Castori e il Panda
bloccavano la banda,
e i dieci farabutti
scapparono via tutti!"
Che storia appassionante!"
dice il Ghiro sognante;
l'Istrice s'è incantata;
la Lontra è affascinata;
intanto una Marmotta
sbucata da una grotta
si avvicina al gruppetto
insieme ad un Furetto:
"Davvero, che avventura!"
"Quei Ricci, che figura!"
"Che ne dite, signori,
se cerchiamo i Castori
e quel Panda cortese
che han preso le difese
di un Tasso sconosciuto
e gli hanno dato aiuto?"
"Sì, sì, sono d'accordo!"
grida da un ramo un Tordo
che, stanco di volare,
s'era messo a ascoltare;
"Quel Panda, lo conosco!
Abita nel Gran Bosco,
vicino alla Sorgente
dell'Acqua Trasparente…
da lì nasce il Ruscello,
ed è certo per quello
che è amico dei Castori
che vivono là fuori…"
"Sicuro! affare fatto!"
Il Tasso, soddisfatto,
si mette sottobraccio
al Ghiro e, senza impaccio
né aggiungere parola,
segue il Tordo che vola…
"Férmati, non ci vuoi?
veniamo pure noi!"
esclama la Marmotta,
che giocava alla lotta
con la Lontra e il Furetto…
"Ma certo che vi aspetto!
e l'Istrice che fa?
ci segue, o non le va?"
"D'accordo, vi accompagno:
e porto pure il Ragno!"
dice l'Istrice Rossa
che intanto, in una fossa,
ha scovato un ragnetto
che faceva il bagnetto…
La compagnia è completa:
si avvìa verso la meta;
col Tordo sempre in testa,
arriva alla foresta;
si inoltra tra le fronde;
il buio li confonde;
si tengono per mano;
vanno sempre più piano…
Il Ghiro avverte il Tasso:
"Scansati ché c'è un sasso!";
la Lontra dice al Ragno:
"Attento a quello stagno!"
Marmotta si lamenta:
" Istrice, va' più lenta,
ché io non ho più fiato,
e Furetto è stremato!"
La marcia è proprio tosta:
si decide una sosta.
Il Tordo li consola
- è comodo: lui vola! -
"Forza, ragazzi, andiamo!"
li incita da un ramo;
"Vi siete riposati?
siamo quasi arrivati!"
E' vero: in quel momento
si sente un movimento
tra foglie e rami secchi:
gli otto stan tutt'orecchi…
quand'ecco, all'improvviso,
vedono un gran sorriso
che spunta tra le piante:
è lui! Panda Gigante…:
due occhi neri neri,
buonissimi e sinceri,
che sprizzano allegria:
"Che bella compagnia!
ma guarda che sorpresa!"
e avanza a zampa tesa
per salutare il Tasso…
Si scatena un gran chiasso!
Tutti insieme a parlare,
a ridere, a strillare:
"Signor Panda, permette?
col Tasso siam qui in sette,
per tutti è un grande onore
conoscerla, signore!"
"Talmente generoso!"
"E così coraggioso!"
"Scacciare i Porcospini
e i Ricci malandrini
che tesero un agguato
al Tasso pensionato!"
"E' stato un gran bel gesto!"
"Su, non faccia il modesto!"
"Ma no, che dite mai,
esagerate assai!
E poi, non ero solo:
se i ladri han preso il volo
il merito va dato
anche a chi m'ha aiutato:
quei due bravi Castori
che vivono qua fuori…"
E mentre dice questo
il Panda lesto lesto
accompagna gli amici
a un mucchio di radici:
tra i muschi ed i rametti
sbucano due musetti
vivaci e sbarazzini:
sono i due castorini!
Vista la comitiva
guadagnano la riva:
"Ma guarda quanta gente!
è proprio divertente!"
"Son tutti amici tuoi?
Veniamo via con voi!"
Così quella brigata
allegra e spensierata
comincia una gran festa
in mezzo alla foresta…
Ma i Ricci e i Porcospini
nascosti dietro i pini
li vedono ballare
e cominciano a urlare,
facendo un gran fracasso:
"Scusaci, vecchio Tasso!"
"Perdono, caro Panda!"
"Non siamo più una banda
di ladri prepotenti!"
"Facciamo pace! " "Senti:
noi ci siamo pentiti…
e tu che fai? ci inviti?"
Il Panda, si sa, è buono,
e gli dà il suo perdono;
il vecchio Tasso pure
scorda le sue paure
e li accoglie felice…
E il Ghiro cosa dice?
"Che bello! siamo in tanti,
e amici tutti quanti!"
Contento, guarda in giro:
manca solo il Tapiro!
Sissi, 11 aprile 2003
martedì 1 gennaio 2008
Stellina
C'era una volta una stella bambina:
di notte andava a spasso, e la mattina
tornava a casa, tutta trafelata…
era una stella un po' spericolata!
Spesso, per inseguire gli uccellini,
se n'andava per tetti e per camini,
s'arrampicava in cima alle montagne,
correva per i prati e le campagne…
Una volta, conobbe un pipistrello
e si fece invitare al suo castello;
un'altra volta andò, per Carnevale,
fino nel nido di un'aquila reale!
La Mamma le diceva ogni momento
di stare attenta, se incontrava il vento:
"Con un sospiro può portarti via:
e allora che faresti, figlia mia?
Il cielo è così grande e così nero,
ti perderesti, dentro al suo mistero…
il tuo vestito brilla come l'oro,
ma tu sei tanto piccola, tesoro!
se t'allontani troppo, amore mio,
non riuscirò a trovarti neanche io!"
Stellina l'ascoltava silenziosa,
e prometteva d'esser giudiziosa;
ma poi, da capo, nella notte scura,
andava ancora in cerca d'avventura…
Una notte, la Luna le propose
di giocare un po' insieme a rimpiattino
e per scherzo Stellina si nascose
tra le foglie di un albero, in giardino.
Proprio di lì, a quell'ora, passò il Vento:
vide Stellina splendere su un ramo,
soffiò più forte, e in meno di un momento
l'aveva trasportata già lontano!
Stellina, che era molto coraggiosa,
si lasciò portar via senza fiatare…
pensò: "la mamma, a volte, è un po' noiosa:
in braccio al Vento sembra di volare!"
E così quella stella birichina
viaggiò tutta la notte intorno al mondo;
vide l'America, l'Africa, la Cina…
come le vedi tu sul mappamondo!
All'alba, quando già spuntava il Sole,
Stellina s'era quasi addormentata
e il Vento, con dolcissime parole,
la cullava, tenendola abbracciata.
La ricondusse a casa, piano piano;
la mise a letto, silenziosamente;
lei gli mandò un bacetto con la mano…
e alla sua Mamma, non osò dir niente!
Sissi, Roma, dicembre 1983
di notte andava a spasso, e la mattina
tornava a casa, tutta trafelata…
era una stella un po' spericolata!
Spesso, per inseguire gli uccellini,
se n'andava per tetti e per camini,
s'arrampicava in cima alle montagne,
correva per i prati e le campagne…
Una volta, conobbe un pipistrello
e si fece invitare al suo castello;
un'altra volta andò, per Carnevale,
fino nel nido di un'aquila reale!
La Mamma le diceva ogni momento
di stare attenta, se incontrava il vento:
"Con un sospiro può portarti via:
e allora che faresti, figlia mia?
Il cielo è così grande e così nero,
ti perderesti, dentro al suo mistero…
il tuo vestito brilla come l'oro,
ma tu sei tanto piccola, tesoro!
se t'allontani troppo, amore mio,
non riuscirò a trovarti neanche io!"
Stellina l'ascoltava silenziosa,
e prometteva d'esser giudiziosa;
ma poi, da capo, nella notte scura,
andava ancora in cerca d'avventura…
Una notte, la Luna le propose
di giocare un po' insieme a rimpiattino
e per scherzo Stellina si nascose
tra le foglie di un albero, in giardino.
Proprio di lì, a quell'ora, passò il Vento:
vide Stellina splendere su un ramo,
soffiò più forte, e in meno di un momento
l'aveva trasportata già lontano!
Stellina, che era molto coraggiosa,
si lasciò portar via senza fiatare…
pensò: "la mamma, a volte, è un po' noiosa:
in braccio al Vento sembra di volare!"
E così quella stella birichina
viaggiò tutta la notte intorno al mondo;
vide l'America, l'Africa, la Cina…
come le vedi tu sul mappamondo!
All'alba, quando già spuntava il Sole,
Stellina s'era quasi addormentata
e il Vento, con dolcissime parole,
la cullava, tenendola abbracciata.
La ricondusse a casa, piano piano;
la mise a letto, silenziosamente;
lei gli mandò un bacetto con la mano…
e alla sua Mamma, non osò dir niente!
Sissi, Roma, dicembre 1983
lunedì 31 dicembre 2007
Storia di una candela
C'era una volta un cero
dallo stoppino nero
il resto era di cera
con scritto sopra "spera":
era un cero votivo
e acceso, parea vivo...
La fiamma sua brillava
ma la cera colava
e alla fine quel cero
spirò dicendo: "c'ero".
Sissi, dicembre 2007
dallo stoppino nero
il resto era di cera
con scritto sopra "spera":
era un cero votivo
e acceso, parea vivo...
La fiamma sua brillava
ma la cera colava
e alla fine quel cero
spirò dicendo: "c'ero".
Sissi, dicembre 2007
Il draghetto innamorato
In un giardino pieno di fiori
viveva un drago dai mille colori
mangiava solo fragole e more
dormiva molto e sognava l'amore
Ma una draghetta che fosse carina
dolce, sensibile, un po' sbarazzina
col manto lucido e gli occhi di fata
lui non l'aveva ancora incontrata:
tutte le amiche che aveva intorno
erano frivole e un po' perdigiorno
non s'occupavano che di vestiti
di parrucchieri, di ciprie, d'inviti…
Il nostro drago, da sognatore,
voleva un anima, cercava un cuore,
e fu per questo che senza preavviso
un bel mattino partì, all'improvviso.
Guadò torrenti, passò confini,
sfidò foreste fitte di pini,
percorse valli, scalò montagne
viaggiò per mari, colline, campagne.
In tutti i luoghi che raggiungeva
il nostro drago sempre chiedeva
della draghetta buona e graziosa
che lui voleva fare sua sposa;
ma da nessuno riusciva ad avere
qualche notizia, qualche parere:
gli elfi e gli gnomi da lui interrogati
gli rispondevano assai sfiduciati:
"Una compagna così, caro drago,
non te la fabbrica nemmeno un Mago!"
Lui ripartiva, ogni volta più lento,
la coda floscia e l'occhio un po' spento:
sentiva il cuore che quasi scoppiava
per il suo sogno che non si avverava…
Ma finalmente, in un giorno d'estate,
in mezzo a un campo di zucche e patate,
vide una splendida draghetta d'oro
con un musetto che era un tesoro!
Lui da lontano le fece un inchino;
lei gli sorrise e gli andò più vicino;
lui delicato le cinse la vita
con la sua coda tenera e ardita…
Lei con dolcezza lo prese per mano
e se ne andarono insieme, lontano…
c'era la musica, nel loro cuore
e, tutto intorno, soltanto amore.
Sissi, primavera 1983
viveva un drago dai mille colori
mangiava solo fragole e more
dormiva molto e sognava l'amore
Ma una draghetta che fosse carina
dolce, sensibile, un po' sbarazzina
col manto lucido e gli occhi di fata
lui non l'aveva ancora incontrata:
tutte le amiche che aveva intorno
erano frivole e un po' perdigiorno
non s'occupavano che di vestiti
di parrucchieri, di ciprie, d'inviti…
Il nostro drago, da sognatore,
voleva un anima, cercava un cuore,
e fu per questo che senza preavviso
un bel mattino partì, all'improvviso.
Guadò torrenti, passò confini,
sfidò foreste fitte di pini,
percorse valli, scalò montagne
viaggiò per mari, colline, campagne.
In tutti i luoghi che raggiungeva
il nostro drago sempre chiedeva
della draghetta buona e graziosa
che lui voleva fare sua sposa;
ma da nessuno riusciva ad avere
qualche notizia, qualche parere:
gli elfi e gli gnomi da lui interrogati
gli rispondevano assai sfiduciati:
"Una compagna così, caro drago,
non te la fabbrica nemmeno un Mago!"
Lui ripartiva, ogni volta più lento,
la coda floscia e l'occhio un po' spento:
sentiva il cuore che quasi scoppiava
per il suo sogno che non si avverava…
Ma finalmente, in un giorno d'estate,
in mezzo a un campo di zucche e patate,
vide una splendida draghetta d'oro
con un musetto che era un tesoro!
Lui da lontano le fece un inchino;
lei gli sorrise e gli andò più vicino;
lui delicato le cinse la vita
con la sua coda tenera e ardita…
Lei con dolcezza lo prese per mano
e se ne andarono insieme, lontano…
c'era la musica, nel loro cuore
e, tutto intorno, soltanto amore.
Sissi, primavera 1983
domenica 30 dicembre 2007
Ralenti
Il cielo è bianco come un lenzuolo
neanche un fringuello che s'alzi in volo
nel parco gli alberi stanno stecchiti
mamme e bambini sono spariti…
fuma il comignolo, l'aria è pungente
nulla si muove, nulla si sente…
poi, tutt'a un tratto, viene giù, lieve,
il primo, timido, fiocco di neve
Sembra un batuffolo, sembra una piuma
sembra uno sbuffo di candida spuma
lento e leggero danza e volteggia
scivola, scarta, cade, galleggia
s'innalza un attimo, freme, tentenna
ritorna a scendere, frena, s'impenna
gira, precipita, prilla, s'avvita,
vortica, vira, sfaglia, scarroccia…
tocca il selciato… la piuma è svanita:
resta, al suo posto, una semplice goccia!
Sissi, Roma, luglio 2000
neanche un fringuello che s'alzi in volo
nel parco gli alberi stanno stecchiti
mamme e bambini sono spariti…
fuma il comignolo, l'aria è pungente
nulla si muove, nulla si sente…
poi, tutt'a un tratto, viene giù, lieve,
il primo, timido, fiocco di neve
Sembra un batuffolo, sembra una piuma
sembra uno sbuffo di candida spuma
lento e leggero danza e volteggia
scivola, scarta, cade, galleggia
s'innalza un attimo, freme, tentenna
ritorna a scendere, frena, s'impenna
gira, precipita, prilla, s'avvita,
vortica, vira, sfaglia, scarroccia…
tocca il selciato… la piuma è svanita:
resta, al suo posto, una semplice goccia!
Sissi, Roma, luglio 2000
sabato 29 dicembre 2007
Aritmetica, storia e geografia
Conta le stelle che stanno in cielo
conta le mele che stanno sul melo
conta gli spicchi che fanno un tondo
conta le favole di tutto il mondo
Conta e riconta, racconta una storia
tienila stretta nella memoria:
al tuo cavallo di cartapesta
metti la sella, bardalo a festa,
prendi le briglie, montagli in groppa
poi chiudi gli occhi e vedrai che galoppa
e in un baleno ti porta via
nel più bel posto che al mondo ci sia:
è un posto piccolo eppure immenso
c'è tanta luce ma il buio è intenso
pieno di gente ma insieme deserto
il suo silenzio pare un concerto
puoi stare ferma oppure ballare
puoi fare sogni o ragionare
e appena guardi qualcuno in viso
lui ti risponde con un sorriso
E' un posto strano, un posto incantato,
forse nessuno l'ha ancora trovato
Ma io lo conosco, è casa mia:
certi lo chiamano FANTASIA.
Sissi, 5 novembre 1982
conta le mele che stanno sul melo
conta gli spicchi che fanno un tondo
conta le favole di tutto il mondo
Conta e riconta, racconta una storia
tienila stretta nella memoria:
al tuo cavallo di cartapesta
metti la sella, bardalo a festa,
prendi le briglie, montagli in groppa
poi chiudi gli occhi e vedrai che galoppa
e in un baleno ti porta via
nel più bel posto che al mondo ci sia:
è un posto piccolo eppure immenso
c'è tanta luce ma il buio è intenso
pieno di gente ma insieme deserto
il suo silenzio pare un concerto
puoi stare ferma oppure ballare
puoi fare sogni o ragionare
e appena guardi qualcuno in viso
lui ti risponde con un sorriso
E' un posto strano, un posto incantato,
forse nessuno l'ha ancora trovato
Ma io lo conosco, è casa mia:
certi lo chiamano FANTASIA.
Sissi, 5 novembre 1982
venerdì 9 novembre 2007
STROFA DI MARE
Ho
Un paltò
E un comò
Stil rococò.
Col mio gatto sto
A cantare “O-o!
Se mai ti rincontrerò
Vieni con noi sopra il comò:
come vela useremo il paltò,
ci sembrerà un faro ogni falò
e insieme salperemo per Saint Malo.”
Un paltò
E un comò
Stil rococò.
Col mio gatto sto
A cantare “O-o!
Se mai ti rincontrerò
Vieni con noi sopra il comò:
come vela useremo il paltò,
ci sembrerà un faro ogni falò
e insieme salperemo per Saint Malo.”
venerdì 12 ottobre 2007
TOPI E FORMAGGI I
Topolina, topolina,
cosa cerchi giù in cantina?
“Mi son fatta assai coraggio
per cercare del formaggio.”
Ma se il gatto Bradamante
poi ti prende tra le zampe
e con il tuo bel codino
si vuol fare uno spuntino?
“Con i gatti non mi spaventi:
sono troppo grossi e lenti.
Quando il gatto m’è vicino
scappo nel mio bucanino.”
Ho capito, pantegana,
tu mi mangi tutto il grana.
“E il gruviera, e ancora peggio,
mangio chili di taleggio.”
cosa cerchi giù in cantina?
“Mi son fatta assai coraggio
per cercare del formaggio.”
Ma se il gatto Bradamante
poi ti prende tra le zampe
e con il tuo bel codino
si vuol fare uno spuntino?
“Con i gatti non mi spaventi:
sono troppo grossi e lenti.
Quando il gatto m’è vicino
scappo nel mio bucanino.”
Ho capito, pantegana,
tu mi mangi tutto il grana.
“E il gruviera, e ancora peggio,
mangio chili di taleggio.”
martedì 17 aprile 2007
Formiche
Formichina che lavora
tutto il giorno, ferma ora!
Metti giù il tuo fagotto,
dimmi poi: che c' è la sotto?
Se mi fermo è un grosso guaio:
sotto lì, nel formicaio,
c' è la regina che mi aspetta,
vuole la mia bricioletta.
Se mi fermo, mamma mia!,
la regina mi caccia via.
Tutto il giorno a lavorare,
mai mi posso riposare.
Quando son nata m' han dato la pala,
meglio è andata alla cicala:
secondo quello che si narra
a lei han dato una chitarra.
Ma un giorno o l' altro, regina cattiva,
facciamo una bella cooperativa
e se tu vorrai mangiare
dovrai bene lavorare.
Formichina poveretta,
vedo che ora sei di fretta.
Oggi tu fai una vita da cani,
spero ti vada meglio domani.
mazapegul
tutto il giorno, ferma ora!
Metti giù il tuo fagotto,
dimmi poi: che c' è la sotto?
Se mi fermo è un grosso guaio:
sotto lì, nel formicaio,
c' è la regina che mi aspetta,
vuole la mia bricioletta.
Se mi fermo, mamma mia!,
la regina mi caccia via.
Tutto il giorno a lavorare,
mai mi posso riposare.
Quando son nata m' han dato la pala,
meglio è andata alla cicala:
secondo quello che si narra
a lei han dato una chitarra.
Ma un giorno o l' altro, regina cattiva,
facciamo una bella cooperativa
e se tu vorrai mangiare
dovrai bene lavorare.
Formichina poveretta,
vedo che ora sei di fretta.
Oggi tu fai una vita da cani,
spero ti vada meglio domani.
mazapegul
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