sabato 25 aprile 2009

Storie morali: (2)

C'era una volta una coppia di contadini senza figli. Non che non volessero, anzi, ma stava arrivando per loro l'età in cui di figli non se ne hanno più, e di marmocchi neanche l'ombra. Un giorno la donna stava andando a prendere l'acqua e incontrò una vecchia piegata sotto una pesante fascina di legna.
"Ti aiuto io, nonnina," s'offrì la donna, che si caricò la fascina sulle spalle.
Arrivati a casa della vecchietta, questa disse: "Sono povera e non ho nulla da darti in cambio, ma nel volgere di meno d'un anno avrai ciò che ora non hai."
Dopo nove mesi, infatti, nacque il bambino tanto desiderato.
Il bambino aveva pochi mesi e la madre se lo portava dietro andando al fiume a prendere acqua, quando incontrò la stessa vecchietta, che stava disperatamente cercando di far smuovere il suo asino. La contadina si disse tra sè: 'non posso aiutarla col bambino in braccio'; ma sotto sotto stava invece pensando: 'non sarà mica che la vecchia ora vorrà qualcosa in cambio, solo per avermi detto che avrei avuto qualcosa, senza neanche dirmi cosa'. Fece così finta di non vederla e passò oltre.
Passavano gli anni e il bambino cresceva sano e robusto, ma cattivo. Non dava mai retta ai genitori, prendeva gusto a tormentare gli animali e aveva oramai litigato con tutti i bambini del vicinato. Per di più, si erano accorti che rubava in casa. "E chissà se non ruba anche dai vicini?!" si chiedeva angosciata la madre.
Un giorno si scoprì che qualcuno aveva rubato dalla cassetta delle elemosine in chiesa. In paese pensarono tutti che fosse stato il figlio dei due contadini, così andarono a chiederglielo.
"Certamente non sono stato io," rispose lui stizzito. Però, quando andarono a cercare nella sua camera, trovarono le monete sotto il suo letto.
Il bambino fu allora portato in piazza e giudicato. Tutti lo accusarono: gli altri bambini che lui aveva sempre trattato male; il parroco della chiesa a cui aveva rubato le elemosine; i paesani che erano stanchi di tutte le sue cattiverie e persino i suoi genitori, che s'erano persino pentiti di averlo tanto desiderato.
Il bambino si guardava attorno in cerca di uno sguardo amico, ma non ne trovava nessuno. Non i paesani, non gli altri bambini, non i suoi genitori.
"Se nessuno ha nulla da dire in sua difesa, procederemo alla punizione di questa piccola canaglia," disse il podestà del paese.
Una debole e triste voce di vecchia obiettò: "Non va bene dare tutti addosso a un bambino, non importa cosa abbia fatto. E' solo un bambino, dopotutto."
Una folla inferocita zittì la vecchia. "Non merita pietà!" "Poteva pensarci prima."
Fu deciso che il bambino sarebbe rimasto tre giorni e tre notti legato all'anello di ferro a cui -davanti all'osteria- venivano legate la cavalcature dei clienti.
La mattina dopo, però, il bambino non era più lì, né lo si trovò da nessuna parte in paese, né a casa sua.
Qualche giorno dopo, uno straccivendolo di passaggio disse di aver visto, a molte leghe da lì, una vecchietta che camminava, aiutando il passo stanco appoggiandosi a un bambino pieno di premure per lei. Senza dubbio il suo nipotino, concluse lo straccivendolo.

7 commenti:

annarita ha detto...

Solo la vecchina poteva fare di lui un bambino obbediente e rispettoso. Bellissima storia, Maz.
Salutissimi, Annarita.

Giuliano ha detto...

E' un altro bel discorso, molto serio e profondo anche sotto l'aspetto di favola. Potresti raccontare questa favola in coppia con un'altra famosa, quella del figliol prodigo.

Barbara ha detto...

A me ha fatto venire in mente "Una tomba per le lucciole". Anche lì ci sono gli stessi adulti superficiali. Viva la vecchina!

mazapegul ha detto...

Carissimi,
la spunto 'morale' della storiella è una mia generale insofferenza per quelle situazioni in cui un folto gruppo d'adulti, per ragioni a loro volta morali, si coalizza contro un singolo bambino. Di queste situazioni ce ne sono molte, purtroppo.
Ciao, Maz

Pantera ha detto...

Ciao! Io sono Pantera, ho dieci anni, ho letto il blog e mi pice tantissimo! Scrivi cose molto simpatiche. Ho letto tutti i tuoi post e complimenti per l'immaginazione!
Ciao.

mazapegul ha detto...

Carissimo Pantera, grazie per il bel complimento (il complimento migliore, per chiunque scriva delle storie, è avere qualcuno che le legga). Come avrai notato, è da un pò che non metto niente sul blog, anche se di storie nuove -per mettere a letto mia figlia- qualcuna l'ho inventata anche di recente.
Non appena trovo un attimo di tranquillità, metto pure quelle.

Intanto, un consiglio di lettura. Conosci Roal Dahl, lo scrittore inglese di origini norvegesi? Se non lo conosci, convinci i tuoi a procurarti qualche suo libro (lui è molto, ma molto più bravo di me): Matilde, per esempio, o Le Streghe.

Ciao,
Maz

mazapegul ha detto...

"Carissima" pantera, volevo dire.