lunedì 17 dicembre 2007

Vocali: E

Se leggete ben che c’è,
ne vedrete delle E.

“Se per delle spesette sceme spende,
né le mele, né le pere le prende.”

Guarda quà, guarda là,
siam finiti nella A.

“Sa par dalla spasatta sciama spanda,
nà la mala, nà la para la pranda.”

Oh, la A non c’è più,
cancellata dalla U.

“Su pur dullu spusuttu sciumu spundu,
nù lu mulu, nù lu puru lu prundu.”

Dove siamo non lo so,
però vedo delle O.

“So por dollo sposotto sciomo spondo,
nò lo molo, nò lo poro lo prondo.”

Firulilà, firulilì,
sento suonare tantissime I.

“Si pir dilli spisitti scimi spindi,
nì li mili, nì li piri li prindi.”

domenica 9 dicembre 2007

Storia a catena

C’era una talpa di nome Luca
Che voleva scavarsi una buca.

Scava, scava, ma la terra era troppo dura.
Luca la talpa chiamò allora il bastone:
“Bastone, buca la terra così che io mi possa scavare la tana.”
“Cara talpa no, che non la scaverò,” rispose il bastone.

Luca la talpa chiamò allora il chiodo:
“Chiodo, pungi il bastone,
che non vuole bucare la terra,
così che io possa scavare la mia tana.”
“Cara talpa no, che non lo pungerò,” rispose il chiodo.

Luca la talpa chiamò allora il martello:
“Martello, picchia il chiodo,
che non vuole pungere il bastone,
che non vuole bucare la terra,
così che io possa scavare la mia tana.”
“Cara talpa no, che non lo picchierò,” rispose il martello.

Luca la talpa chiamò allora il fuoco:
“Fuoco, brucia il martello,
che non vuole picchiare il chiodo,
che non vuole bucare la terra,
così che io possa scavare la mia tana.”
“Cara talpa no, che non lo brucerò,” rispose il fuoco.

Luca la talpa chiamò allora l’acqua:
“Acqua, spegni il fuoco,
che non vuole bruciare il martello,
che non vuole picchiare il chiodo,
che non vuole bucare la terra,
così che io possa scavare la mia tana.”
“Cara talpa no, che non lo spegnerò,” rispose l’acqua.

Luca la talpa chiamò allora il sole:
“Sole, asciuga l’acqua,
che non vuole spegnere il fuoco,
che non vuole bruciare il martello,
che non vuole picchiare il chiodo,
che non vuole bucare la terra,
così che io possa scavare la mia tana.”
“Cara talpa no, che non l’asciugherò,” rispose il sole.

Luca la talpa chiamò allora la nuvola:
“Nuvola, copri il sole,
che non vuole asciugare l’acqua,
che non vuole spegnere il fuoco,
che non vuole bruciare il martello,
che non vuole picchiare il chiodo,
che non vuole bucare la terra,
così che io possa scavare la mia tana.”
“Cara talpa no, che non lo coprirò,” rispose la nuvola.

Luca la talpa chiamò allora il vento:
“Vento, spingi via la nuvola,
che non vuole coprire il sole,
che non vuole asciugare l’acqua,
che non vuole spegnere il fuoco,
che non vuole bruciare il martello,
che non vuole picchiare il chiodo,
che non vuole bucare la terra,
così che io possa scavare la mia tana.”
“Cara talpa no, via non lo spingerò,” rispose il vento.

Luca la talpa chiamò allora la montagna:
“Montagna, ferma il vento,
che non vuol spinger via la nuvola,
che non vuole coprire il sole,
che non vuole asciugare l’acqua,
che non vuole spegnere il fuoco,
che non vuole bruciare il martello,
che non vuole picchiare il chiodo,
che non vuole bucare la terra,
così che io possa scavare la mia tana.”
“Cara talpa no, che non lo fermerò,” rispose la montagna.

Luca la talpa chiamò allora il terremoto:
“Terremoto, sbriciola la montagna,
che non vuole fermare il vento,
che non vuol spinger via la nuvola,
che non vuole coprire il sole,
che non vuole asciugare l’acqua,
che non vuole spegnere il fuoco,
che non vuole bruciare il martello,
che non vuole picchiare il chiodo,
che non vuole bucare la terra,
così che io possa scavare la mia tana.”
“Cara talpa sì, la sbriciolerò lì,” rispose il terremoto.

Prima che il terremoto la distrugga, la montagna va a fermare il vento;
ma prima che la montagna la fermi, il vento va a spinger via la nuvola;
ma prima che il vento la spinga via, la nuvola va a coprire il sole;
ma prima che la nuvola lo copra, il sole va a asciugare l’acqua;
ma prima che il sole l’asciughi, l’acqua va a spegnere il fuoco;
ma prima che l’acqua lo spenga, il fuoco va a bruciare il martello;
ma prima che il fuoco lo bruci, il martello va a picchiare il chiodo;
ma prima che il martello lo picchi, il chiodo va a pungere il bastone;
ma prima che il chiodo lo punga, il bastone va a bucare la terra
e Luca la talpa si può scavare la sua tana.

Giochi con poco: conta-monete

Ci si fornisce di una piccola manciata di monetine da 1, 2 e 5 cent. Le si rimescola in mano e le si getta sul tavolo. Si fa poi il totale di quelle che sono cascate dalla parte del numero. Vince chi fa il numero più alto.
Variante: vince chi fa il numero più basso. (Mia figlia sceglie la variante DOPO che entrambi abbiamo sommato i valori delle monetine).

martedì 4 dicembre 2007

Accenti

“Lo zoccolo serro,”
e glielo serrò,
“poi gli metto il ferro.”
E glielo ferrò.

In sella al cavallo
le gambe accavallò:
la maniscalca al ballo
andava e vi ballò.

***

Non mangiano il rene
a casa René
a tutte le cene,
ma oggi ce n’è.

Doppie

Il topo m’ha roso
Il vestito rosso,
ma ben gli voglio e non oso
del collo rompergli l’osso.
Lo prendo per la coda, ma non posso
Fargli del male, così lo poso.

***

Carro amico, verrà a prenderci il caro.

***

Aveva le mani tutte appiccicate di Coca-Colla.

***

Il calciatore diede una gran piedata alla pala e si ruppe l’alluce. Il minatore, intanto, seduto in mezzo alla galleria rimirava la palla, chiedendosi cosa mai potesse farsene.

giovedì 15 novembre 2007

TRE LIMERICKS

Una bambina piange a Toscanella,
guarda su un cielo e parla a una stella:
“Non ho detto CAMALLO,
volevo un CAVALLO!”
Camallo va a cavallo, a Toscanella.

***

Un mago poco bravo di Torino
voleva trasformarmi in topolino,
ma sbaglia la pozione,
ed ecco son leone,
e non c’è più, quel mago di Torino.

***

Un diavolo sporchissimo di Dozza
m’ha preso il maglione e me l’insozza,
ma io prendo il sapone
e lavo il mio maglione
e il diavolo ora pulito di Dozza.

venerdì 9 novembre 2007

STROFA DI MARE

Ho
Un paltò
E un comò
Stil rococò.
Col mio gatto sto
A cantare “O-o!
Se mai ti rincontrerò
Vieni con noi sopra il comò:
come vela useremo il paltò,
ci sembrerà un faro ogni falò
e insieme salperemo per Saint Malo.”